Editoriale del "Campanile che non c'è" n. 75
Carissimi,
Risurrezione, Ascensione,Pentecoste, maggio, Maria..
Sono tante le festività che si assommano in questo periodo. Ma soffermiamoci ora sulla figura di Maria a partire da quello stesso Spirito che l'ha resa feconda ed ha operato in Lei perché desse un contributo non effimero alla redenzione. Questo stimolerà anche ciascuno di noi a vivere ed agire in intima comunione con lo Spirito Santo, diventando "pieni di spirito e di saggezza (cf At 6,3)”. Pensiamo anche alla dimensiona mariana dello stesso mistero eucaristico che fa intravedere e riconoscere un atteggiamento contemplativo e sacrificale della Madre di Dio, segno della presenza attiva e materna di Maria nella nostra vita che non può non tradursi in un grande potere di intercessione da parte sua in nostro favore. Questa è una realtà riconosciuta progressivamente nella storia che prende spunto dalla partecipazione singolare e cosciente di Maria al sacrificio di Cristo ma che si muove in maniera evidente già dalle nozze di Cana. Da questa sua con-sociazione al sacrificio del Figlio, Sacerdote e Vittima, si passa al rapporto di Maria con il sacrificio dell'altare, con l'oblazione eucaristica, con l'annuncio del Vangelo di salvezza. Dunque un cammino segnato e non nuovo. Maria così, oltre che modello, è invito a chi la invoca a conformarsi a tale modello. E non solo ci sprona a imitarla, ma ci offre anche l'aiuto della sua potente intercessione come corredentrice e mediatrice di ogni grazia. Se nessuno più di Maria sperimentò così efficacemente nella sua persona la potenza della Parola, passata e quasi filtrata in Lei fino a farla vivere come in simbiosi con Essa, non possiamo non ricorrere spesso a Lei e tentare di amarla intensamente come figli suoi. Coltiviamo dunque la nostra "devozione" a Maria in forma profonda e adulta ma che allo stesso tempo non disdegna di esprimersi anche in forme semplici come la stessa preghiera del Rosario. Buon mese di maggio!
Cordialmente
Don Carlo BERTOLA